Via al CETA: nuova era di scambi tra Europa e Canada

Via al CETA: nuova era di scambi tra Europa e Canada

Approvato del Parlamento europeo il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il trattato di libero scambio tra i paesi dell’Unione Europea e il Canada.

L’accordo, approvato ieri a Strasburgo con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astensioni, aprirà la strada a molte imprese europee che intendono fare affari con il Canada consentendo di risparmiare oltre 500 milioni di euro l’anno in dazi doganali. La commissaria europea per il Commercio Cecilia Malmström, ha così commentato l’approvazione del trattato: “Il Canada è un importante partner economico: il valore dei nostri scambi commerciali ammonta ogni anno a quasi mille miliardi di euro.”

Numerose le imprese che beneficeranno dell’accordo, ma le principali novità coinvolgeranno gli operatori del settore agricolo e, più in generale, quelli operanti nel settore alimentare.

All’accordo, però , durante tutto il processo di approvazione, sono state mosse numerose critiche da diverse parti. Attraverso un comunicato stampa la Coldiretti, principale organizzazione nazionale degli imprenditore agricoli, ha evidenziato i pro e i contro dell’accordo.

Maggiore protezione verrà garantita a 171 prodotti dell’Unione Europea che si caratterizzano per la loro indicazione geografica. Tra questi, però, figurano solo 41 dei 289 prodotti Made in Italy a denominazione registrata.

Prosciutto di Parma, San Daniele, Prosciutto Toscano e il Prosciutto di Modena avranno libero accesso nei mercati Canadesi; ma dovranno convivere con i marchi canadesi registrati prosciutti di Parma e San Daniele Made in Canada. Prima dell’accordo il prosciutto di Parma italiano poteva essere esportato e commercializzato solo con il nome “Prosciutto originale” per distinguerlo dalla versione nordamericana. L’accordo permetterà quindi di arginare in parte il fenomeno dell’Italian Sounding.

I produttori canadesi potranno continuare a commercializzare nel mercato intero una versione nordamericana dei nostri Gorgonzola, Asiago e Fontina. Questi, però, dovranno riportare obbligatoriamente in etichetta il paese di origine di produzione (Made in Canada) e non sarà possibile evocare il Bel Paese. Bandite quindi bandiere tricolore e le  immagini di posti iconici della nostra penisola. I produttori che vorranno invece cimentarsi nella vendita di altri formaggi ad ispirazione Italiana dovranno riportare le espressioni: tipo; stile o imitazione.

Per quanto riguarda le indicazioni geografiche, il timore della Coldiretti è quello che questa nuove regole continueranno a mantenere una situazione di ambiguità che non faciliterà i consumatori nella distinzione tra i prodotti originali dalle imitazioni contraddistinte dall’assenza di un rigoroso rispetto di determinati disciplinari di produzione.

L’iter dell’accordo non è però ancora terminato. Ora tocca al governo Canadese approvare il CETA. “Una volta ratificato dal parlamento canadese, l’accordo verrà applicato in via provvisoria; mi auguro che ciò possa avvenire in modo rapido ed efficace. I cittadini e le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico dovrebbero iniziare a godere dei vantaggi dell’accordo molto presto.” ha concluso Malmström.

Fonte: Repubblica, Commissione Europea, Coldiretti

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