Il D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008: “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”

Il D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008: “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”

Sono 154 i morti sul lavoro dall’inizio del 2018. Un dato sconcertante, che tra l’altro non tiene conto degli incidenti non dichiarati né denunciati, che riguardano i lavoratori clandestini. Da Catania a Treviglio, passando per Crotone, Bologna, Livorno, Marghera: dal Sud al Nord dell’Italia dall’inizio di quest’anno le tragedie sul lavoro non trovano sosta. Il dato sconcertante è stato rilevato dall’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, organismo di monitoraggio nato nel 2007 dopo il drammatico evento egli operai arsi vivi nell’altoforno della Thyssen di Torino.

Eppure sono passati 10 anni dall’approvazione del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, noto ad alcuni semplicemente come  “Decreto 81”, ovvero “Testo unico sulla sicurezza del lavoro”.

Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo parlato con il Dott. Gerardo Fasano, RSPP della Delnas International Srl, che ci ha spiegato meglio in cosa consiste questo decreto e in che modo può effettivamente tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Ecco quindi quanto appresosul Decreto 81, in seguito al confronto con il Dott.Fasano.

Quali sono i contenuti del D. Lgs. 81/08

Il D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008 Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro (TUSL) è stato pubblicato a seguito anche dei tragici fatti dello stabilimento Thyssen Group di Torino; il governo Prodi (uscente) si affrettò ad emanarlo e il successivo governo Berlusconi, in modo altrettanto rapido, a recepirlo.

Il decreto abroga, recependone però i contenuti, diverse altre norme fra le quali il 626/94 e il 494/96 sulla sicurezza dei cantieri.

Il TUSL si riferisce però ad ogni attività lavorativa ed è applicabile a qualsiasi azienda che abbia almeno 1 dipendente e quindi ha applicazione vastissima.

I contenuti principali e innovativi del TUSL possono essere elencati di seguito:

  • aggiornamento e adeguamento delle sanzioni alle figure coinvolte nella sicurezza (non solo quindi il datore di lavoro, ma anche dirigenti, preposti e lavoratori)
  • inserimento della valutazione dei rischi da stress da lavoro correlato
  • riallineamento di parametri e livelli di esposizione (come, ad esempio, per l’esposizione al rumore o per la movimentazione manuale dei carichi)
  • aggiornamenti sugli aspetti di sorveglianzasanitaria (recente inserimento del test antidroga per il personale addetto alla guida di veicoli o di attrezzature potenzialmente pericolose come carrelli elevatori, carri ponte e autoveicoli con obbligo della patente C)

Ovviamente l’elenco sopra non è esaustivo, ma serve per far capire come l’intervento del legislatore sia stato indirizzato da un lato a rendere il TUSL uno strumento completo di valutazione dei rischi sul posto di lavoro e dall’altro costituisca un elemento di forte sensibilizzazione ad una reale prevenzione e al coinvolgimento degli stessi lavoratori nelle questioni inerenti la propria sicurezza.

Il D.Lgs 81/2008 fa riferimento ad una serie di norme e decreti che si occupano della sicurezza contro gli incendi, della sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro, della sicurezza degli impianti (elettrici, termici etc…).

Un particolare riferimento va fatto alla norma OHSAS 18001 -2007 che è la norma di riferimento per la certificazione di sistemi aziendali per la sicurezza del lavoro. La norma non è stata tradotta in italiano e deriva dal sistema normativo inglese specifico sulla sicurezza, ma l’INAIL ha redatto una linea guida che è praticamente ricalcata sulla OHSAS 18001-2007 e che, se seguita e certificata, consente di ridurre il premio aziendale all’INAIL in maniera considerevole.

Il Testo Unico prescrive l’esecuzione della valutazione dei rischi connessi all’attività lavorativa e all’ambiente di lavoro.

Si tratta di una operazione che va condotta dal datore di lavoro che può avvalersi del supporto di tecnici specialistici e qualificati e del medico competente.

La valutazione dei rischi si esplica attraverso, fra l’altro, la stesura di un DVR Documento di Valutazione dei Rischi.

Questo documento esamina tutte le attività lavorative,tutte le figure professionali e tutte le attrezzature/strumenti di lavoro utilizzati. Inoltre sono considerati rischi connessi all’ambiente di lavoro includendo in questi anche i locali che, facendo parte della struttura aziendale, sono utilizzati o frequentati da personale: mense, bagni e servizi, locali di riposo, spogliatoi, sale riunioni, piazzali di parcheggio, ecc.

Per quanto descritto prima è abbastanza ovvio che il DVR a sua volta richiami una serie di documenti, autorizzazioni, test accessori a cui il testo unico si riferisce.

Ad esempio nella valutazione del rischio da incendio  è sicuramente necessario fare riferimento al CPI (documento di prevenzione incendi)  che viene rilasciato dai Vigili del Fuoco dietro presentazione di relazioni tecniche, domande ed eventuale rapporto di sopralluogo per le aziende che sono soggette .

Non solo:  la normativa italiana prevede che i dispositivi per la lotta agli incendi (estintori, lance, ecc…) siano controllati ogni 6 mesi da apposito personale qualificato. Deve essere costituita una squadra antincendio opportunamente formata e addestrata con ripetizione del corso di qualifica ogni 3 anni.

Analogamente si potrebbero riportare esempi sulle prescrizioni e le procedure di primo soccorso, di verifica degli impianti elettrici.

È quindi facile dedurre che un’azienda di dimensioni anche contenute (dai 10-20 dipendenti in su) si trovi a dover far fronte ai seguenti tipi di necessità:

  • gestione di documenti che hanno un workflow e scadenze definite (o comunque sono soggetti a revisione periodica)
  • gestione della formazione del personale (sia per la formazione generale sulla sicurezza, sia per la formazione specifica, come quella del RLS Rappresentante dei Lavori per la Sicurezza, dei preposti, del RSPP Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione, dei carrellisti, dei video-terminalisti, delle lavoratrici in gravidanza, del personale addetto a particolari lavorazioni, ecc…)
  • gestione di questionari sulla sicurezza
  • gestione della distribuzione dei DPI Dispositivi di Protezione individuale (occhiali, scarpe antinfortunistiche, guanti, ecc…)
  • gestione e registro degli infortuni
  • gestione delle scadenze mediche (visite,analisi, test, ecc…)
  • gestione delle scadenze inerenti verifiche di impianti elettrici

Il Dott. Fasano aggiunge che l’elenco sopra indicato non può essere completo perchè solo l’immaginazione e la capacità di un RSPP o di un gestore di un sistema di qualità e sicurezza può considerare le molteplici possibilità che possono presentarsi in azienda.

Quanto finora detto è stato espresso in termini di legge ma abbiamo chiesto al Dott.Fasano di sprimere anche un parere personale sul perché nonostante questo decreto, e annessi e connessi documenti e certificazioni, oggi le morti sul lavoro sono ancora così numerose.

Come è possibile che ad oggi ancora si verifichino così tanti morti sul lavoro?

I motivi possono essere più di uno:

  • ci ritroviamo in aziende con parco macchine inadeguate (non a norma);
  • la convinzione di avere troppa sicurezza nell’eseguire delle operazioni (es. non mi è mai successo niente)
  • la scarsa formazione;
  • l’utilizzo costante del telefonino sui luoghi di lavoro.

Sulla base della sua esperienza, quanto viene seriamente compreso il tema della sicurezza del lavoro?

Il tema non viene più tralasciato al caso, anzi. Ci sono aziende che lo fanno prevalere al di sopra di tutto. Il problema fondamentale è che deve essere sempre più prevalente il concetto di “organizzazione” per la sicurezza, con una struttura piramidale che sia la risultanza di una gerarchia coscienziosa.

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