Biodiversità: Tagliati di due terzi i fondi per il controllo

Biodiversità: Tagliati di due terzi i fondi per il controllo

Mentre si parla tanto di benessere animale, di qualità delle carni e di ricerca genetica vengono tagliati i fondi alle Associazioni regionali allevatori (Ara), braccio operativo dell’Aia (Associazione italiana allevatori), in prima linea nello svolgimento di questi compiti.

Lo stanziamento di 22,5 milioni si è infatti ridotto a 7 milioni con una pesante sforbiciata di oltre 15 milioni.

Un ridimensionamento dei finanziamenti che è diventato un caso politico. Sotto accusa il ministero delle Politiche agricole.

La notizia è spuntata inaspettata dopo un lungo periodo di confronto acceso tra le Regioni sulle assegnazioni dei fondi.

Duro attacco sferrato al ministro Maurizio Martina da Gianni Fava.

Per Fava c’è stata una «dismissione arbitraria della rete di aiuti destinati alla biodiversità e al sostegno del sistema delle associazioni degli allevatori e si buttano al vento decenni di investimenti prevalentemente pubblici».

Martina da parte sua ha replicato che il taglio è frutto di un’intesa in Conferenza Stato-Regioni.

In campo sono scesi anche i sindacati di settore, Fai, Flai, Uila e Confederdia, che con un taglio del 70% delle risorse prevedono il definitivo fallimento del sistema allevatoriale e considerano «inaccettabile che a fronte di milioni di euro investiti sul rafforzamento del made in Italy, le Regioni e il Governo decidano di porre fine alla vita di un sistema d’eccellenza fondamentale per la zootecnia italiana».

Assocarni da parte sua ha affermato che «In un momento in cui tutta la filiera zootecnica è impegnata in uno sforzo corale nella direzione dell’allevamento 4.0 al fine di rispondere alle attese dei consumatori sui temi del miglioramento genetico, del benessere degli animali e della riduzione del farmaco in allevamento, sarebbe insensato tagliare del 70% il finanziamento alla ricerca di Aia».

 

Fonte:Sole24Ore

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